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You are the cheese to my wine – Episodio 2

Valentina Bergamin
Valentina Bergamin

Sono Maestro Assaggiatore eletta nel 2019 Miglior assaggiatore d’Italia, sono Maître Fromager della Guilde Internationale des Fromagers, ma soprattutto sono una Raccontastorie di Formaggio.


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You are the Cheese to my wine” la rubrica dedicata agli abbinamenti vino & formaggio, un viaggio pensato per me e per voi, in cui il punto di partenza è una bottiglia, diversa ogni volta, e tre percorsi sensoriali da intraprendere : il Territorialeil Classico e Quello di Vale, il mio spazio personale per sperimentare.

Per la seconda puntata di “You are the Cheese to my wine”, vi portiamo in Champagne e con più precisione nella Côte des Bar, una delle zone meno conosciute e spesso in ombra rispetto ai territori più celebri a nord della regione. 

Nonostante ciò, è una zona dinamica e innovativa, guidata da piccoli vigneron indipendenti, una Champagne autentica, legata alla terra e al lavoro artigianale. 

Una regione che ti sorprenderà.

Situata nel dipartimento dell’Aube, più vicina alla Borgogna che a Reims, ha il Pinot Noir come vitigno dominante, ed è capace di esprimere vini intensi e strutturati. 

La famiglia Goussard è presente sulle colline della Côte des Bar da diverse generazioni e ha costruito nel tempo la propria identità attorno al villaggio di Les Riceys, dando vita a Champagne Goussard, oggi declinato nei marchi Didier, Gustave e Octave Goussard.

Ed è proprio lo Champagne Octave Goussard Cuvée Respect N° 17-15 che oggi andremo ad abbinare.

Prima di iniziare la degustazione alcuni dati “tecnici”: Champagne Brut certificato Biologico, 100% Pinot Noir proveniente da due annate, 2015 principalmente e 2014. Tiraggio effettuato nel 2017 e dégorgement nel 2023.

Quindi roba seria! E all’assaggio, infatti, non delude: già al naso è davvero divertente, un susseguirsi di frutti, miele e note tostate, ma è in bocca che sorprende: la vinosità del Pinot Noir, unita ad una struttura avvolgente e grassa ma con un finale fresco e sapido, lo rende uno Champagne spettacolare soprattutto in abbinamento. Il produttore lo definisce “Giocoso” e “Gourmet”, come dargli torto? Non ho assaggiato nella mia vita moltissimi Champagne della Côte des Bar, ma ora posso dire con certezza che presterò molta più attenzione a questa zona! 

 

🧀 Il Territoriale

Il formaggio più tipico della regione dello Champagne è il Langres AOP.
Un piccolo formaggio francese a pasta molle e crosta lavata, dal caratteristico colore aranciato e dall’aspetto rugoso e increspato. Ha la forma di un cilindro in cui morbide dune si inseguono fino a raggiungere la piccola conca sulla sommità, chiamata fontaine: solo pochi millimetri da giovane, che diventano centimetri con l’aumentare della stagionatura.

Proprio in questa conca, dopo aver praticato un piccolo taglio a X, viene spesso versato dello Champagne, che inizia a schiumare per poi essere lentamente assorbito dalla pasta del formaggio, in un rito che racconta perfettamente il legame profondo tra questo prodotto e il suo territorio.

La pasta del Langres è cremosa, con profumi intensi e complessi; in bocca emergono aromi fruttati, animali e di nocciola. Il sapore è dolce, con una leggera e piacevole acidità. È un formaggio lungo, persistente, dalle sensazioni avvolgenti e durature. La sua personalità varia sensibilmente con la stagionatura: fresco conserva un’interessante acidità che con il tempo lascia spazio alla sapidità, e il carattere diventa più deciso e profondo.
La scelta di una stagionatura media nasce proprio dal desiderio di evitare un eccesso di sale che potesse disturbare l’ingresso del vino.

L’incontro con lo Champagne Blanc de Noirs Octave Goussard – Cuvée Respect N°17-15 crea un contrasto emozionante: la leggerezza delle bollicine e l’eleganza del vino avvolgono il profilo aromatico così ricco e sfaccettato del Langres. Il formaggio con la sua leggera adesività viene armoniosamente “scolpito” dalla freschezza dello Champagne.
Il sorso pulisce pur conservando le belle note del Langres; insieme costruiscono un equilibrio raffinato, profondo e appagante, dove nessun protagonista sovrasta l’altro, ma entrambi trovano una voce più ampia, più luminosa, più completa.

Voto all’abbinamento: 9.5/10

Consiglio: da provare! 

 

🧀 Il Classico

Classico sì, ma con il tocco della Vale!

Uno degli abbinamenti più consigliati con lo Champagne è sicuramente quello con un formaggio a tripla panna: voluttuoso, suadente, ricco. 

Ho voluto però aggiungere un ulteriore livello di pregio all’assaggio scegliendo — complice il periodo dell’anno — un tripla panna farcito al tartufo.

Il Délice des Crémiers è un formaggio prodotto in Borgogna: il latte vaccino viene rinforzato dall’aggiunta di panna, dando vita a una pasta densa e compatta, morbida e cremosa, una vera cascata di felicità.
Il colore è un giallo paglierino scarico, interrotto al centro da un irregolare striscia grigia: è qui che trova spazio il tartufo, in sottili sfoglie mischiate a crème fraîche, creando un cuore aromatico raffinato,intenso e seducente.

La crosta è fiorita, ricoperta da un manto bianco vellutato che profuma di fungo champignon e legno. Il formaggio è custodito in una piccola scatolina che non solo lo protegge, ma nel tempo ne arricchisce il profilo aromatico, contribuendo allo sviluppo di un bouquet unico. 

L’incontro con lo Champagne Blanc de Noirs Octave Goussard – Cuvée Respect N°17-15 è un’esperienza sensoriale sofisticata e profondamente convincente: la freschezza e l’effervescenza del vino bilancia la cremosità del formaggio, il tartufo è dominante, rimane, sorso dopo sorso ma senza disturbare. L’armonia è avvolgente, un abbraccio stretto, un pò forzato , capace però di trasferirti emozioni forti e davvero piacevoli. 

Voto all’abbinamento: 9/10

Consiglio: forse il mio tocco ha stravolto l’assaggio, rendendo il formaggio protagonista. Il Delice des Cremiers, senza farcitura,  si sarebbe meglio adattato trasformando l’incontro in un abbraccio perfetto. 

 

🧀Quello di Vale

La scelta è stata davvero ardua.
La versatilità dello Champagne mi ha portato ad avere molti formaggi tra cui scegliere, e sono rimasta indecisa fino all’ultimo minuto. Poi, come una visione, ho aperto il frigorifero e notato la confezione elegante, nera, che custodisce il formaggio ma allo stesso tempo lo mostra attraverso una finestra trasparente. In un attimo ho “riascoltato” tutte le meraviglie del Blu ’61.

Un erborinato nato e inventato per celebrare l’amore.
Latte vaccino, muffe blu come il mare, e una superficie esterna viola arricchita da mirtilli rossi. Un formaggio affinato con Raboso passito, che oltre a tingere la crosta regala sensazioni fruttate intensissime, percepibili sia al naso che in bocca.

La pasta è solubile e cremosa; la muffa, impercettibile al tatto, si rivela al palato con una sensazione lievemente piccante, appena pungente. L’affinamento ha scolpito tutte le sue meravigliose sfumature fruttate, elevandone la dolcezza e conservandone l’umidità.
I mirtilli sono un tocco esplosivo: mangiateli insieme al formaggio e sentirete nuove emozioni.

Con lo Champagne Blanc de Noirs Octave Goussard – Cuvée Respect N°17-15 il primo attimo è estasi pura.
Si amalgamano, si fondono, si compensano, si elevano… un momento di piacere straordinario.
Dolcezza, erborinatura, frutto, bollicina: tutto vibra. Ma come tutte le cose meravigliose, dura poco.
Poi tutto cambia, il vino scivola in secondo piano lasciando spazio all’esuberanza assoluta dello splendido formaggio.

Voto all’abbinamento: 8.5/10

Consiglio: a posteriori cambierei il mio formaggio? No! Piuttosto aprirei una seconda bottiglia… l’assaggio con il vino utilizzato per l’affinamento potrebbe offrirvi un’esperienza migliore ma… quell’attimo di estasi pura rimarrà nella mia memoria per sempre. 

🍷 Conclusioni

In questo secondo episodio abbiamo esplorato tre percorsi di gusto molto diversi tra loro, tutti con un legame profondo con lo Champagne. Dall’abbinamento territoriale che celebra la regione, al classico ricco e goloso, fino alla mia interpretazione personale e originale, il filo conduttore è sempre lo stesso: lasciarsi guidare dalle emozioni e dal piacere della scoperta.

Non esistono combinazioni perfette in assoluto, ma infinite opportunità di incontrare sensazioni nuove.
E allora, alla prossima puntata di You are the cheese to my wine… il viaggio continua…

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