“Molti anni fa sulla Murgia, nelle campagne di Andria, sotto lo sguardo maestoso di Castel del Monte, c’era una masseria…” inizia così la storia della burrata, raccontata dal Consorzio di Tutela Burrata di Andria I.G.P, in un bellissimo libricino illustrato adatto a grandi e piccini. Sfogliandolo, tra i colori pastello e personaggi disegnati a mano, si scopre come fu inventata la prelibatezza che oggi è tanto apprezzata in ogni angolo del mondo. Poche pagine, pochi versi, che raccontano una storia abbastanza recente.
Indovina un po’? E’ di nuovo l’esigenza di salvare il latte a muovere le mani e i pensieri del casaro, che questa volta, con gesti più laboriosi, costruirà un sacchetto di pasta filata dove custodire panna e straccetti di mozzarella vaccina, per avvolgerlo poi in una foglia di Asfodelo, pianta tipica della Murgia.
La foglia è sparita, ma dopo tanti anni la burrata è ancora come quella notte: bianca, lucida, dalla forma tondeggiante, con una piccola testina a sigillare e proteggere il ripieno.
Guardarla mette allegria e tenerla fra le dita una vera gioia!
Si avverte il cuore morbido sotto lo strato liscio e umido di pasta filata. Al taglio è curiosa e seducente: basta incidere leggermente il sacchetto e dolcemente sgorga panna abbracciata agli straccetti. Il profumo è profondamente lattico, di panna e latte fresco mentre in bocca è dolce e suadente; umida ma elastica al contempo.
Per tutelare la sua storia e le sue origini nel 2016 ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) così oggi un Consorzio vigila e si assicura che venga fatta solo in Puglia, attraverso gesti tradizionali. Ahimè non si contano i caseifici che producono formaggi simili fuori regione, con qualche tentativo anche all’estero, ma non si possono fregiare del nome completo : Burrata di Andria IGP , attraverso il quale, tu invece, puoi riconoscerla e scegliere di comprare lei: nata in una notte fredda e tempestosa, capace però di scaldare ogni animo.

